Una canzone di ghiaccio e fuoco

Nel frattempo sull'Isola Benedetta 2

La colonna sonora del post

Il tramonto stava ormai terminando, lasciando lo spazio ad un cielo molto scuro, quasi violaceo.Il sangue di drago stava terminando i propri esercizi di respirazione in vista dell’esibizione, una esibizione che aveva preparato per dieci anni, da quando l’idea gli era balenata in testa.Le Mantidi del Cielo, un artefatto che poteva controllare gli elementi atmosferici, erano state disposte in tutta la zona, nonostante le proteste di molti Dinasti sul costo proibitivo di quella follia.Ma a Tepet Eshiro non interessava, come non gli interessava delle sei navi pirata che aveva affondato prima di riuscire a recuperare tata giada azzurra da poter costruire i quattro accumulatori che ora erano attorno a lui, vibranti nell’aria della sera e perfettamente armonizzati al suo respiro e alla sua aura.L’orchestra era stata disposta a cerchio attorno alla sua postazione, in parte per accompagnarlo nella sua esibizione e in parte per nascondere fino all’ultimo la natura di quel concerto.
Il pubblico era stipato sugli spalti, soprattutto patrizi decisi ad approfittare dell’occasione, ma anche qualche Sangue di Drago curioso di vedere cosa avrebbe realizzato con le spese e manovre folli che erano finite sulla bocca di tutti negli ultimi mesi.“Deve essere impazzito, a sua casata è in rovina e lui cerca di ottenere tanti soldi quanti ne basterebbero a finanziare un’armata per invece realizzare una singola esibizione!” era il commento meno aggressivo che gli era stato riportato.Ma quegli idioti non capivano cosa lui stesse cercando di ottenere, qualcosa che nessuno, nemmeno nella Prima Era o nello Shogunato era riuscito a fare.Lui, Tepet Eshiro sarebbe stato il primo, in faccia ai suoi genitori, ai suoi cugini, ai suoi fratelli e ai suoi superiori.

Il suo fidato amico Cynis Elan salì sul podio del direttore d’orchestra, e dopo un cenno di sorriso al’amico richiamò l’attenzione del pubblico.
“Cari amici, siete qui per assistere ad un evento unico nel suo genere. Da molto aspettiamo un artista capace di sorprendere davvero il suo pubblico, portando i limiti dell’arte oltre i confini conosciuti. E’ un mio grandissimo onore accompagnarlo in questa performance, e vi prego di mantenere un assoluto silenzio per tutta la durata della esibizione per favorire la concentrazione dell’esecutore. Vi assicuro che lo sforzo ne varrà la pena.”
Quindi sull’ anfiteatro calò il buio.
Ma fu un breve istante perchè i quattro piloni di giada azzurra sulla piattaforma iniziarono a brillare debolmente, mentre l’aura dell’aspetto aria in mezzo a loro iniziò a risplendere e vorticare come una leggera brezza che attraversava i piloni, acquisendo sempre maggiore luce ad ogni passaggio.
L’orchestra iniziò ad eseguire una base molto ritmata e bassa, quasi un battito di cuore, ma molto più profondo e regolarmente cadenzato.
“Essenza, una frontiera energetica…” iniziò a declamare Eshiro, con la voce amplificata dai pilastri, sebbene avesse uno strano tono, quasi metallico.
“Ho provato ad immaginarmi come dovessero apparire i moti che si muovono tra un corpo e l’altro..” e particelle di energia apparvero tutto attorno al complesso, simili a grani di polline mossi dal vento.
“A cosa assomigliano? A Navi? A Dragoni?” mentre quelle sfere assumevano forme diverse nell’aria. “Con i nostri chakra come strade al loro passaggio.”
Il pubblico era attonito, non tanto per l’esibizione, che non era nulla di nuovo, ma per il senso di attesa divorante che si emanava dagli esecutori e si ritrasmetteva sempre più forte da spettatore a spettatore. Quando l’aria iniziò a farsi elettrica in motli emisero dei leggeri gemiti soffocati di sorpresa.I pilastri brillavano sempre di più, e l’aria si era fatta densa e metallica come prima di un temporale.
“Ho sognato un mondo che pensavo non avrei mai potuto vedere…
Ma un giono, all’improvviso, mi ci ritrovai!”
Saette azzurrine scattarono dal suo corpo ai pilastri, emettendo vibrazioni tanto acute da non sembrare fulmini, ma archi di un orchestra, solo più metallici e acuti.Una melodia struggente e riflessiva inondò l’anfiteatro, e sebbene tutti guardassero l’orchestra nessuno vedeva qualcuno suonare, se non i percussionisti.Tutti gli altri si alzarono e si disposero lentamente, solennemente in cerchio attorno all’orchestra, guardando il pubblico e muovendo le braccia con misurata calma, come a danzare o a suonare l’aria.I fulmini si muovevano e inarcavano tra il corpo del dinasta, che continuava a muoversi lentamente, e i pilastri di giada.
Per quasi un minuto tutti furono rapiti, quindi i percussionisti iniziarono un ritmo ben diverso, palpitante, pulsante, ben diverso dal lento accompagnamento di prima.Le saette iniziarono a turbinare velocissime mentre enormi draghi sorgevano nell’aura dell’esecutore, che sembrava in preda all’estasi.I danzatori iniziarono a a muoversi forsennatamente, come rapiti e la musica cambiò, rapendo gli spettatori in un turbine di delirio. Nessuno dimenticò mai quella esibizione, ma non ce ne sarebbe mai più stata una nell’Isola Benedetta.Il giorno dopo Tepet Eshiro sparì, senza lasciare traccia, ma i meglio informati dissero che alcuni strani individui erano stati visti a casa sua la sera della sparizione.Tutti conclusero che Tepet Eshiro aveva pagato per la sua arroganza.

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AlessandroEzioLot

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